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I Giovani amministratori locali e le nuove tecnologie
Di Mario Rodriguez (del 04/09/2009 @ 10:20:55, in comunicazione politica, linkato 643 volte)

La rivista della ACLI Aesse – Azione Sociale mi ha recentemente intervistato sul tema dei giovani amministratori locali (under 35) e l’uso delle nuove tecnologie.

Questi alcuni stralci del mio intervento:

Quali sono gli assi nella manica di un giovane amministratore rispetto a un collega maturo?

E’ una questione di prossimità e di capacità di vicinanza. Il giovane è più vicino alle persone perché riesce a innovare nei linguaggi, nella modalità di parlare delle cose; l’impressione è che le cose appartengano maggiormente alle persone se ad amministrare c’è una persona che parla delle strade, della sanità, dell’assistenza ma anche dell’ultimo film che ha visto o della canzonetta che ha sentito. Il giovane è più “leggero” perché con più facilità può riuscire a far diventare banale il bene, cioè può aiutare la cittadinanza a capire che anche per gli amministratori, come per tutti, comportarsi bene è una cosa ordinaria, e può farlo rispondendo e coinvolgendo le persone, facendole sentire protagoniste.

E in questo le tecnologie aiutano……

Certo, anche se in generale la Rete viene ancora considerata come elemento di propaganda, in una logica più trasmissiva che relazionale.

Come dovrebbe relazionarsi un giovane amministratore con la cittadinanza?

Se dovessi dare un consiglio direi di far vivere l’esperienza della propria presenza, di “farsi toccare”. L’hand shaking, la stretta di mano della campagna presidenziale americana, la più costosa, moderna e tecnologica, è sempre il mezzo più efficace. Proporrei, per esempio, ai giovani amministratori di aumentare molto le ore di relazione rispetto alle ore di mediazione con chi si amministra. L’utilizzo delle tecnologie può servire a de-ideologizzare la cultura politica italiana, il che secondo me è una cosa molto importante.

In che maniera? Come avviene questo salto?

La tecnologia ci permette di stabilire una relazione con i cittadini che fa in modo che l’amministrazione sembri e possa essere sempre di più al servizio del cittadino. Io non voglio un’amministrazione che realizza il concetto di città futura che ha un amministratore nella propria testa. Voglio un’amministrazione che in stretto contatto con il cittadino ne diventi partner e, ispirandosi a valori reali, trovi le soluzioni migliori dei problemi. In questo senso sono per la tecnologia che de-ideologizza perché fa dominare le soluzioni concrete, le politiche pubbliche sulle soluzioni pregiudiziali.

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